Oggi l’industria, con l’obiettivo di incrementarela competitività dei materiali ceramici rispetto a quelli concorrenti – e anche dei prodotti ceramici italiani rispetto alla produzione dei paesi competitori – è impegnata in ricerche finalizzate alla funzionalizzazione delle superfici ceramiche, ovvero a impartire nuove caratteristiche e funzioni ai prodotti convenzionali. Piastrelle di ceramica fotocatalitiche, fotovoltaiche, antibatteriche, autopulenti, ma anche con capacità fotocromiche e termocromiche (variazione di colore per effetto della radiazione incidente e della temperatura) sono esempi di queste innovative prestazioni.»In riferimento al tema della e compatibilità ambientale come si muove la ricerca applicata ai rivestimenti ceramici di facciata?
«Le tematiche di ricerca sopra richiamate possono trovare applicazioni concrete proprio nei rivestimenti ceramici di facciata e si inquadrano pienamente in aree strettamente connesse al tema della sostenibilità ambientale. Alcune funzionalizzazioni potranno portare a vantaggi considerevoli in termini di e di risorse, di riciclo, eccetera La ricerca si muove nell’ambito della scienza e tecnologia dei materiali, con l’obiettivo di innovare prodotti e processi produttivi migliorandone le prestazioni ambientali nel corso dell’intero ciclo di vita, come in quello della , intendendo sviluppare sistemi costruttivi in grado di valorizzare al massimo le nuove prestazioni dei prodotti.»

È possibile pensare a un’integrazionesempre maggiore tra qualità tecnicofunzionali ed estetiche del prodotto ceramico in modo tale che gli aspetti prestazionali conducano anche a forme di pratico e diffuso utilizzo?
«Certamente sì. I caratteri dei prodotti per l’edilizia, tra i quali rientrano le piastrelle ceramiche, sono significativamente sollecitati dal più generale ambito di mercato dei prodotti di consumo. Così, compatibilità e sostenibilità ambientale sono ormai fra i primi criteri di scelta razionale anche degli elementi costruttivi, di pari passo con la funzionalità, la qualità estetica e i costi di esercizio. Appare necessario dotare gli architetti che intendono operare nella di edifici certificati, secondo i parametri Leed, Breeam, eccetera, di un bagaglio informativo, anch’esso credibile e certificato, in grado di chiarire il contributo che il prodotto ceramico può fornire al conseguimento di obiettivi primari integrati.»

Può citare e sinteticamente descrivere alcuni progetti di ricerca in cui è impegnato il Centro Ceramico di Bologna?
«Nel proprio laboratorio Cecerbench, il Centro Ceramico di Bologna ha rivolto una particolare attenzione allo studio della funzionalizzazione della superficie esposta delle piastrelle quale valore aggiunto alla protezione passiva normalmente determinata dalle pareti ventilate. È stato realizzato un prototipo di piastrella fotovoltaica creata a mezzo della deposizione di film, sia sottili che spessi, sulla superficie ceramica in alternativa alla smaltatura tradizionale; la conduzione elettrica avviene attraverso il retro della piastrella tramite foratura e inserimento di connettori. Altra innovazione allo studio consiste nell’attribuire alle piastrelle proprietà fotocatalitiche, tali per cui l’azione solare generi l’abbattimento di sostanze inquinanti e sviluppi capacità di autopulizia delle superfici. A questo fine si utilizza ossido di titanio (TiO2) rendendo il materiale capace di assorbire e decomporre gli inquinanti presenti nell’atmosfera che poi, sotto l’azione dilavante della pioggia, scorrono e si autoeliminano con il vantaggio di abbattere i costi di manutenzione della facciata.»

 

Fonte: edilizianews.it