Montignoso: Indagine della Procura sui sottotetti oggetto di compravendita

Qualche mese fa, l’Amministrazione di Montignoso, metteva in guardia i cittadini dall’acquisto di sottotetti sul territorio comunale. Si cercava di avvertire dell’illegittimità della vendita di tali immobili, che non potevano essere messi sul mercato se non come vani destinati a servizi (soffitte, ripostigli, ecc.)

A distanza di quasi un anno – scrive il sindaco Federico Binaglia – veniamo a conoscenza che la Procura della Repubblica ha avviato un’indagine sull’utilizzo improprio di sottotetti, trasformati in maniera permanente in unità abitative. L’Amministrazione non può che plaudire all’indagine, offrendo la massima collaborazione agli inquirenti”.

Fonte:Teleriviera

2 commenti

  1. Buongiorno, abito in un condominio a Castel Gandolfo (RM) dove 12 anni fa comprai un appartamento al 2° ed ultimo piano con sopra un sottotetto C6 che il costruttore si tenne per poi affittarlo a nero a persone diverse.
    Ora, apprendo dall’amministratore che tutti i sottotetti (4) che all’epoca non avevano i requisiti per l’abitabilità, sono stati condonati e resi abitabili, quindi rivenduti a privati come appartamenti. La questione molto spiacevole è che i millesimi fatti dal costruttore 12 anni fa, erano sul calcolo di 10 unità immobiliari e 4 sottotetti e non ripartiti come 14 appartamenti, percui essendo al 2° piano mi vedo gravare di costi decisamente elevati rispetto allo stato di fatto. Oltretutto il regolamento di condominio è quello fatto dal costruttore all’epoca della vendita e che i condomini hanno dovuto accettare. La mia domanda è semplice, com’è potuto accadere che 4 sottotetti siano divenuti abitabili pur mantenendo le stesse caratteristiche iniziali e quindi non essendo in regole con i requisiti di abitalibità, come ad esempio soffitto di poco più di 2 mt e finestre piccolissime ? Il Comune di Castel Gandolfo come ha potuto dare l’abitabilità?
    Grazie anticipatamente per la risposta.
    Claudio Cervelloni

  2. Le consiglio di contattare un tecnico di sua fiducia per accertarsi della regolarità della pratica urbanistica inerente il cambio d’uso presentata a suo tempo.

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