La vernice lavagna non è più qualcosa di inconsueto, ci siamo abituati a vederla spesso e qualche volta anche ad utilizzarla. Ecco come se ne serve Alberto Demel che crea per Lineabeta il mobile da bagno Luni.È realizzato in bambù dalla colorazione naturale e in lamina metallica, ricoperti poi di vernice effetto lavagna che consente di scriverci sopra con i classici gessetti a proprio piacimento.

Il piano su cui si incassa il lavabo, il porta-oggetti a muro, il pannello che ospita lo specchio circolare a parete offrono le loro superfici libere in modo che vi si possa scrivere, lasciare un messaggio per gli altri membri della , ricordarsi un impegno improrogabile che l’intontimento mattutino rischia di farci dimenticare.

Se non perché avete studiato matematica almeno per via della citazione in qualche film o telefilm certo sapete cosa sia una sequenza di Fibonacci. Ha ispirato il mobiletto dello studio di design Utopia che realizza, visivamente e concretamente, proprio quell’idea.

Lo spunto prende le mosse dagli antichi armadietti medicinali della tradizione cinese, rivisitati in chiave contemporanea. Ne risulta un complemento d’arredo elegante e moderno ma con un’anima profondamente tradizionale, grazie all’uso del legno in una bella colorazione calda e naturale.

I sette diversi elementi si possono scomporre a piacimento ricavando stipetti, tavolini, addirittura sedute e contenitori di varie dimensioni. Ciascuno di essi è in misura decrescente e rispetta le premesse della sequenza di Fibonacci, appunto.

Sappiamo bene, noi donne ma anche parecchi uomini, quanto un armadio spazioso e ben organizzato sia un sogno che solo pochi fortunati possono vantare, perché dispongono di ambienti ampi che possono accogliere svariati armadi o addirittura una cabina armadio da far invidia ai guardaroba delle star. Una soluzione arriva dal design anche per chi di spazio ne ha davvero poco.

Si chiama Walk-in Closet ed è un’idea di Hosun Ching. Il suo progetto consiste nella messa a punto di un armadio compatto, con due ante appena, che però sa aprirsi completamente svelando uno uso degli spazi sorprendente.

Al suo interno c’è posto per bastoni, scaffali, specchi, cassetti e piccoli scomparti per gli accessori più piccoli. In questo modo, secondo le intenzioni del , il guardaroba rende tutto visibile a colpo d’occhio ed è organizzato al millimetro. Peccato che a guardar bene lo spazio non sia poi così tanto come sembra.

Non c’è più nulla di fantascientifico, oggigiorno, nell’immaginare che un oggetto di uso quotidiano possa produrre e non solo consumarla. Pensiamo ai pannelli solari che si possono virtualmente installare su qualunque accessorio, per esempio. Di pannelli solari, precisamente, si è servita anche la designer Marjan von Auben progettando un mobile capace di catturare l’energia.

La linea si chiama Energy Collection e per il momento comprende essenzialmente una libreria, solo all’apparenza semplice come tante altre. In verità ciò che vi si appoggia, come i vasi di vetro colorato che vedete nell’immagine, funziona da pannello fotovoltaico, catturando i raggi solari e trasformandoli in energia immagazzinata per un uso successivo.

In realtà tutto ciò che vedete sistemato sugli scaffali serve a catturare la luce per trasformarla in energia, dunque non è possibile in linea di massima riempire la scaffalatura in altro modo, rendendo di fatto il mobile troppo ingombrante rispetto alle ridotte quantità di energia che è in grado di produrre. Però l’idea è interessante e magari sarà il primo passo per futuri sviluppi.

 

Fonte: designbuzz.it